D.I.A. Denuncia Inizio Attività

CHE COSA E' LA DIA?
La Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) è una pratica amministrativa che, rappresenta oggi uno degli strumenti urbanistici più rilevanti.
Nasce, sotto diverso nome, con la legge n.47/85 che, all'art.26 "opere interne", obbligava chiunque intendesse compiere opere interne a fabbricati che non fossero in difformità degli strumenti urbanistici vigenti una "relazione a firma di un professionista abilitato".
Oggi la D.I.A. è uno strumento estremamente potente, che serve alla Pubblica Amministrazione per compiere il ruolo di Vigilanza sull'attività edilizia che si svolge sul proprio territorio. Con una D.I.A. oggi si può, addirittura, costruire nuovi edifici.
La D.I.A. è regolamentata, oggi, nel Testo Unico dell'Edilizia, racchiuso nel D.P.R. 380/2001.

QUALI SONO LE OPERE SOGGETTE A DIA?
La legge (art.22 D.P.R. 380/2001) specifica che con la D.I.A. si possono fare le opere non riconducibili ad attività edilizia libera (art. 6 D.P.R. 380/2001), o al Permesso di costruire (art. 10 D.P.R. 380/2001).
È pertanto richiesta la D.I.A. per opere di, restauro conservativo, ristrutturazione edilizia.

La D.I.A. può essere utilizzata, in taluni casi, anche per le varianti al Permesso di Costruire che non comportino variazione di sagoma, di superficie o di volume dell'edificio.

COSA SUCCEDE SE NON SI PRESENTA LA DIA?
Si entra nell'illecito e si diventa perseguibili a norma di legge in tre modi:
eseguendo operazioni edilizie per cui servirebbe un autorizzazione diversa dalla D.I.A.
iniziando le opere soggetta DIA prima dei 30 giorni previsti dal silenzio-assenso
eseguendo opere difformi da come sono state presentate nella D.I.A.
eseguendo opere senza richiedere la D.I.A. per le quali sarebbe richiesta.
La punizione è proporzionata al danno che si arreca.Se si è nel terzo caso, una volta eseguite abusivamente le opere, si può presentare una Dichiarazione di Conformità (art.36 del T.U.) che, a firma di un Tecnico iscritto al relativo Albo, attesta che sono state fatte delle opere conformi agli strumenti urbanistici però senza richiedere il relativo permesso. Viene allora richiesta una ammenda, non inferiore a 1.000 €. e non superiore a 10.000 €. in base alla nuova delibera 44 del Comune di Roma, le opere devono essere conformi non solo alla situazione legislativa esistente al momento in cui sono state eseguite, ma devono rispettare anche le leggi approvate nel frattempo.


A CHI SI PRESENTA LA DIA E CHI LA PREPARA?
Si presenta all'Ufficio Tecnico del Comune a firma di un Tecnico Abilitato alla progettazione  e deve contenere un progetto grafico rappresentante lo stato di fatto e la situazione futura, una relazione tecnica in cui si descrivono nel dettaglio le opere da compiersi e i riferimenti normativi, nazionali e locali, che interessano il provvedimento e la certificazione del fatto che il progettista si assume la responsabilità che le opere siano in conformità degli strumenti urbanistici vigenti al tempo dei lavori. In questo modo, la Pubblica Amministrazione scarica la responsabilità della correttezza delle operazioni sul Tecnico Abilitato, che, in tal senso, prende le difese dell'Amministrazione stessa e delle sue leggi. Pertanto la Parcella Professionale richiesta dal tecnico è adeguata alle responsabilità che si assume. Una volta presentata, la D.I.A. si ritiene approvata, come detto, dopo 30 gg dalla data di presentazione, e si possono effettuare le opere edilizie.


ALLEGATI OBBLIGATORI ALLA DIA
Domanda a firma del Proprietario o avente Ruolo
Relazione tecnica dettagliata, a firma del progettista
Elaborati progettuali ante e post operam, a firma del progettista
Comunicazione Impresa esecutrice e DURC